2501 e BASIK, ALFA e OMEGA Murales c/o architettura esterna e saletta d’attesa, Stazione di Serra San Quirico.

Nuovo capitolo per la solida collaborazione tra 2501 e Basik, i due grandi interpreti italiani hanno realizzato questa nuova ed intensa pittura direttamente sulle facciate esterne e sulle pareti interne della sala d’attesa. È davvero prezioso vedere all’opera due artisti che lavorano in sincronia, ma quando oltre alla combo c’è anche una lunga amicizia, l’alchimia è perfetta.

Eccoli tornare a collaborare insieme andando a cambiare la percezione visiva dell’intera struttura architettonica per mezzo della loro differente e personale ricerca. Nonostante 2501 e Basik sviluppino il proprio operato verso direzioni stilistiche differenti, il punto di contatto sta tutto nella matrice tonale che accomuna i due artisti. L’uso intensivo del nero e del colore oro, rappresentano quindi puntualmente lo stimolo sul quale far poi evolvere l’opera, in una summa visiva in grado di ereditare il carattere e la cifra stilistica di ciascuno dei due.

Il percorso di maturità espressiva sviluppato da 2501, lo ha portato, a partire da un’espressività diretta e pulita, a commutare le sue iconiche linee sinuose, in favore di un approccio più viscerale, sporco e ruvido. Attraverso l’utilizzo di pennelli e strumenti di dimensione differente, l’interprete traccia, per mezzo di una rimarcata gestualità, una trama capace di irretire lo spazio andando a generare visioni ed immagini instabili e dalla forte cadenza viscerale. Lasciando quindi invariato lo spirito astratto e cognitivo delle sue opere, l’artista ha saputo rivolgere il proprio sguardo verso una impostazione più personale, introspettiva ed in grado di dare libero sfogo alla sensazioni ed agli stati d’animo del momento.

Dal canto suo Basik sviluppa e porta avanti un’impostazione pittorica legata a quelle che sono le particolari percezioni e fascinazione che l’autore sceglie di approfondire ed assecondare. L’immaginario dell’artista è cadenzato da tutti quegli elementi che compongono la cultura e la tradizione popolare, il folklore in particolare, così come la superstizione. Parte da qui Basik, ridefinendo e commutando questi elementi visivi, spunti ed immagini, attraverso il proprio approccio stilistico. Lavorando sui concetti, sui simboli, indagando sull’espressività della mano e del volto, veri e propri propellenti emotivi nonché protagonisti indiscussi di ciascuna delle produzioni firmate dall’artista, lo stesso si connette allo spettatore offrendogli una lettura differente, capace di attirare per il suo intrinseco aspetto ma sopratutto per le forti reminiscenza che da essa riescono ad emergere.

Dal titolo Alfa e Omega, quest’ultima fatica vede 2501 e Basik andare a lavorare sull’intera superficie della stazione dei treni di Serra San Quirico. Il corpo centrale dell’opera è costituito da una serie di forme ed elementi criptici generati dalla consueta pittura astratta del primo. Tra le linee sinuose ed i continui cambi di intensità pittorica, nella parte superiore e nei lati delle struttura ecco emergere arti neri del secondo, accompagnati qui da una serie di dettagli naturali posti in modo speculare ai due arti.

2501 e Basik sono riusciti a ideare un intervento in cui è la struttura stessa a parlare, in cui la composizione è un meccanismo efficace di singole parti. Oro, bianco, nero, elementi astratti e mani: la facciata della stazione Serra San Quirico vibra nel gioco di rifrazione tra architettura e disegno.

(testo Gorgo Magazine)