La Riserva Privata San Settimio, struttura ricettiva situata a Palazzo d’Arcevia nel cuore delle Marche, ospita due nuovi interventi murali dell’artista Moneyless per il progetto POP UP! GLUPPA Art Food and Travel – collezione permanente di opere d’arte pubblica abbinata a prodotti enogastronomici tipici marchigiani dal packaging innovativo e artistico.

La Riserva San Settimio nasce negli anni ’60 come azienda agricola ma vanta una storia importante sotto il profilo culturale e artistico. Nel 1973 l’imprenditore Italo Bartoletti, insieme all’architetto Ico Parisi, i critici d’arte Enrico Crispolti e Pierre Restany e lo psicologo Antonio Miotto, immaginano Operazione Arcevia, un progetto innovativo di ripopolamento dell’entroterra marchigiano sotto forma di comunità esistenziale, la cui progettazione fu affidata ad artisti del calibro di Burri, Ceroli, Cesar e Arman e il cui scopo era quello di promuovere l’arte in tutte le sue forme. Il progetto, presentato nel ’76 alla Biennale di Venezia, rimane però sulla carta fino a quando torna a rivivere e a concretizzarsi grazie a Francesca Bartoletti, figlia di Italo.
Oggi, la Riserva San Settimio è anche un luogo di produzione culturale dove studenti di tutta Europa provenienti dalla Metropolitan University di Londra sviluppano installazioni ambientali dal carattere architettonico e paesaggistico.

È in questo contesto d’integrazione tra le più disparate forme d’arte che nasce la collaborazione con il festival POP UP! e la residenza artistica di Moneyless.

Lontano dai grandi spazi metropolitani e urbani in cui è chiamato a lavorare in tutto il mondo, Moneyless si confronta in questo caso con il paesaggio naturalistico e rurale delle Marche in un’esperienza totalizzante che nasce da un viaggio a tappe partito all’Antica Stamperia di Carpegna dove l’artista ha sperimentato per la prima volta la tecnica del blockprint realizzando un tessuto d’artista per il progetto Pop Up! Gluppa.

Per la Riserva Privata San Settimio, Moneyless realizza due interventi pittorici murali distinti, entrambi caratterizzati da aspetti fondamentali del suo codice estetico-visivo: astrazione e dinamismo.

Nel primo intervento, Moneyless dipinge l’intera struttura di un rifugio destinato all’accoglienza turistica, trasformandolo in un elemento scultoreo dipinto a se stante ma perfettamente integrato nel paesaggio. Moneyless affronta la questione della spazialità in termini di forma-colore e di sensibilità cromatica; il ritmo e l’equilibrio vitale della composizione è scandito da forme sinuose e da una variegata e complessa tavolozza di colori. Questo lavoro mette in evidenza la continua evoluzione della ricerca dell’artista che approda a nuovi sviluppi, sempre dal carattere astratto ma fortemente in sintonia con l’elemento architettonico e lo spazio circostante.

La seconda opera, realizzata  sulla facciata del Centro Benessere, porta la firma inconfondibile dell’artista. Moneyless disegna cerchi concentrici e spirali sovrapposte con un grande compasso costruito con frammenti di legno trovati nel bosco. Il cerchio, elemento geometrico prediletto dall’artista, da sempre simbolo della ciclicità del tempo nonché del rapporto tra l’uomo e il cosmo, scandisce così in maniera dinamica, mistica e ipnotica la superficie della Spa.

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