GIO PISTONE e NICOLA ALESSANDRINI, AIA Murales c/o Deposito Magazzino Merci, Stazione di Castelbellino.

Gio Pistone e Nicola Alessandrini rinnovano la loro solida collaborazione tornando a lavorare a quattro mani e producendo come sempre il consueto e particolare spaccato visivo che, da una parte raccoglie l’eredità sintetica della pittura della prima, dall’altra le fascinazioni ed il tratto cruento del secondo. Entrambi gli interpreti sviluppano un canale comunicativo con lo spettatore con il fine specifico di tratteggiare una personale analisi dell’essere umano.

Gio Pistone, servendosi di colori forti e sgargianti, esercita una personale sintesi in cui i protagonisti indiscussi sono i suoi iconici personaggi. Queste bizzarre figure, veri e propri mostri, catalizzano l’attenzione, impattano lo spazio muovendosi all’interno dello stesso, correndo, fuggendo, empatizzano con lo spettatore attraverso personali sentimenti che, nonostante il loro particolare aspetto, li mettono di fatto alla stregua di una persona. Sta qui la scintilla, nella capacità di entrare in simbiosi con chi osserva, laddove la stessa artista italiana sviluppa le proprie opere proiettando sui suoi characters tutto il vasto spettro di emozioni e stimoli emotivi appartenenti all’essere umano. C’è quindi una riflessione di base, sulla fragilità, sulla mostruosità, sulle paure e sulle sensazioni che contraddistinguono l’uomo e che, riversandosi su queste particolari figure, producono un effetto empatico ed introspettivo.

Dal canto suo Nicola Alessandrini si connette con uno spettro più oscuro, cruento e malinconico approfondendo una particolare riflessione sull’essere umano. L’artista prosegue nel portare avanti una ricerca rabbiosa, violenta e catartica, in una personale raffigurazione dei tempi e dell’uomo moderno. L’idea dell’autore è quella di una reinterpretazione dell’esistenza e della condizione dell’essere umano. Quella che emerge è una cadenza cupa e tetra dove la carne e l’aspetto, divengono contenitori passivi, si trasformano lasciando scorrere il marciume, il malessere quotidiano, diventando l’ideale specchio di un animo corrotto, lesionato, in una metastasi visiva che non lascia scampo.

Raccogliendo le rispettive ricerche i due autori italiani presentano Aia, ultima fatica con la quale vanno ad interloquire con la totalità delle facciate della struttura. La trasformazione dello spazio avviene attraverso una forte interazione pittorica, laddove le figure dipinte, si sviluppano attraverso i colori saturi di Gio Pistone ed i vivissimi dettagli che caratterizzano la pittura di Nicola Alessandrini, il tutto raccolto qui, all’interno di una rappresentazione che strizza l’occhio alla natura ed agli animali in particolare.

(testo Gorgo Magazine)